La teiera eclettica: la tradizione del tè nel cuore di Milano

Probabilmente i più accaniti tea-lovers tra di voi già avranno sentito nominare La teiera eclettica, attività fondata gestita da Barbara Sighieri nei pressi di Porta Venezia (Milano). Sebbene anch’io fossi a conoscenza del locale – lo confesso – non avevo mai avuto occasione di visitarlo personalmente, perlomeno fino ad un mese fa quando, soggiornando nella città da semplice turista ed approfittandone per prendere una tazza di tè con un amico, si è presentata l’occasione propizia.



Accolti con un’applicazione rapida e magistrale di tutte le normative sanitarie vigenti, ci siamo accomodati in una sala sul retro riservata a chi, oltre a volere acquistare del tè e dell’attrezzatura di ottima qualità, desidera anche fermare il tempo e concedersi qualche momento di relax sorseggiando qualcosa. La carta dei tè è ampia e riuscirà facilmente a soddisfare sia chi, come me, esige un livello superiore allo standard sia chi, magari, si avvicina per la prima volta al mondo della Camellia Sinensis.

Ho ordinato uno shincha da cultivar Shizu-7132 – la mia favorita, come saprete – che ho con grande piacere trovato tra le opzioni disponibili. Il servizio è stato veloce e corretto, con pochi, brevi ma precisi suggerimenti d’infusione e, soprattutto, la possibilità di effettuarla noi stessi. Come dovrebbe essere norma, infatti, i tè scelti sono stati portati assieme all’attrezzatura consona (nel mio caso, kyūsu e yunomi) ed alla strumentazione necessaria per eseguire quante infusioni desiderate utilizzando l’acqua contenuta in un thermos che, a richiesta, poteva essere riempito nuovamente.

Intervistè

  • 1 Da cosa nasce l’amore per il tè? C’è un episodio in particolare?

Sono cresciuta in una famiglia in cui il tè era un rito: mia nonna era slava (oggi si direbbe croata), l’allora Jugoslavia era parte della Federazione Russa e la cultura del tè faceva parte dei riti quotidiani. I primi ricordi legati al tè risalgono a quando avevo 4-5 anni: sono seduta in cucina insieme alla nonna, sorseggiamo tè nelle tazze sottili del “servizio di porcellana bello” perché così il tè è più buono!
Inevitabilmente, crescendo, quando mi capitava di viaggiare in Europa o negli Stati Uniti, sia per vacanza che per il precedente lavoro, cercavo sempre una sala da tè o un negozio in cui comprare qualche tè sconosciuto da riportare a casa con me.

 

Barbara Sighieri in visita ad Omura (Giappone).

Una delle sale da tè che ho visitato e che ha sicuramente lasciato un segno e dato origine alla mia passione per i tè giapponesi si trovava (forse esiste ancora) al centro del Golden Gate Park a San Francisco. Ero spesso in quella zona per lavoro e un collega, sapendo della mia passione per il tè, mi ha accompagnata in questa sala che sorgeva al centro di un giardino in perfetto stile giapponese. Ricordo lo stupore quando ho aperto la carta dei tè: non ne conoscevo neppure uno! Erano tutti tè verdi giapponesi, in anni in cui qui si trovava il gunpowder sfuso e poco più (non ricordo l’anno esatto ma intorno al 1994-1995). E quando ripenso al primo sorso e alla sorpresa nel riconoscere le note fresche, erbacee, persistenti … wow! Nella sala da tè non vendevano tè, così prima di uscire ho chiesto dove avrei potuto trovare tè simili ai loro da acquistare … e da lì in avanti ogni volta che capitavo da quelle parti tornavo a casa con la valigia piena di tè verde giapponese. Ecco, se penso al passato credo che quello sia stato uno dei momenti importanti sulla mia personale via del tè, anche se allora non ne ero consapevole.

Altri momenti di relax nelle molte sale da tè che si trovano in tutta la Francia, anche nei paesini fuori dalle rotte turistiche, magari semplicemente negozi di tè con un paio di tavolini in un angolo dove sedersi e degustare una tazza di tè.

  • 2 Da dove è venuta l’idea di aprire una sala da tè?

In realtà La Teiera Eclettica nasce nel 2004 come negozio e solo dopo 9 anni sono riuscita a coronare il sogno che avevo fin dall’inizio di avere anche un piccolo spazio in cui poter servire il tè. Quando La Teiera Eclettica era ancora nella mia mente era proprio una sala da tè, poi mi sono resa conto che in quegli anni forse non sarebbe stata apprezzata, perlomeno non come l’ho sempre intesa io: un luogo dove venisse servito solo il tè o altre proposte sempre a base di tè – niente caffè o cioccolata. A quei tempi il tè in Italia era sicuramente meno capito e apprezzato rispetto a oggi, anche perché scarsamente conosciuto.

  • 3 Come ci si sente ad avere e gestire una sala da tè?

Se mi avesse fatto questa domanda un paio di anni fa, probabilmente la risposta sarebbe stata diversa. Oggi, dopo che negli ultimi 6 mesi abbiamo potuto tenere aperta la sala da tè solo 7 settimane (non avendo dehor) rispondo: meno male che abbiamo il negozio!

 

Barbara con una torta di tè bianco pressato.

A parte questa riflessione data dal recente passato, la sala da tè per me ha sempre avuto un ruolo importante, perché pensata per dare l’opportunità di far assaggiare qualsiasi tè che abbiamo in vendita preparato da noi – con tutta l’attenzione alla preparazione, sia nella qualità dell’acqua che nei parametri d’infusione che riteniamo adeguati per ognuno – oppure dai clienti stessi, che possono sperimentare l’utilizzo di gaiwan o teiere giapponesi, apprezzando più infusioni con le stesse foglie di tè.

Diciamo che tra l’idea/idealizzazione e la realtà di una sala da tè, esiste una certa distanza, data dal fatto che ci troviamo in una delle città più frenetiche d’Italia, che la cultura del tè non è poi così diffusa, fatta eccezione per alcune mode degli ultimi anni a cui noi abbiamo ostinatamente resistito (es. bubble tea). Però è davvero una soddisfazione vedere la sorpresa sui volti di persone che scoprono qualcosa di nuovo e anche la curiosità crescente di chi diventa un habitué e si fida/affida a noi nell’esplorazione di questo mondo.

  • 4 Penso che ogni tea-lover nel tempo maturi una propria concezione del tè pertanto… “Tè”: cosa significa?

Nella frenesia della vita moderna riappropriarsi di tempo per sorseggiare con calma la tazza del proprio tè preferito
Iniziare ad apprezzare il tè sin dalla sua preparazione
Convivialità e condivisione
Essere curiosi di assaggiare nuovi tipi di tè alla scoperta di profumi e sapori
Esplorare il vasto mondo che si trova in una tazza di tè, dalle piante al raccolto, dalla lavorazione delle foglie al trasporto fino a noi
Scoprire come diversi paesi hanno personalizzato il rito del tè, non solo per quanto riguarda la bevanda ma anche per gli oggetti utilizzati per prepararlo e servirlo
Divertirsi ad abbinare i propri tè preferiti con il cibo
Sperimentare l’uso del tè come ingrediente di uso quotidiano in cucina sia nelle preparazioni dolci che salate

  • 5 Il tè in Italia: sottovalutato o rivalutato?

 

Seminario in corso a La teiera eclettica.

Voglio essere ottimista e rispondere: rivalutato. Sicuramente in questi anni ho visto crescere nei clienti la voglia di conoscere nuovi tè da assaggiare e di approfondire i vari aspetti della bevanda.
Milano è sicuramente una cittadina, per certi versi, ”multietnica”. Questa caratteristica gioca un ruolo nella vostra attività?
Il comportamento delle persone a Milano è duplice: c’è chi frequenta solo negozi gestiti da persone della stessa nazionalità, convinto di trovare prodotti migliori come solo nel proprio paese può trovare, e chi invece capisce che qualità e competenza esistono anche in negozi come il nostro, che tratta un prodotto non tipicamente italiano, ma che ha dedicato 20 anni della propria vita per studiare e conoscere bene una “materia”, partendo dalla propria passione.

  • 6 Cosa domanda maggiormente la clientela? Quali sono gli eventi più richiesti?

Ho sempre cercato di ascoltare i suggerimenti e le richieste dei clienti, ma ho incrociato i loro input con quello che mi pareva potesse essere interessante da proporre / raccontare / far conoscere e assaggiare prendendo spunti dalle mie esperienze e dai miei interessi personali.

 

Laboratorio specifico sui tè cinesi.

Per qualche anno, quando avevo solo il negozio (2004-2013), ho tenuto molti corsi sia per l’Associazione Italiana Cultura del Tè che per Slow Food. In quegli anni esistevano pochissime occasioni per partecipare a corsi sul tè e il format cercava di accompagnare per mano i partecipanti alla scoperta di un mondo ampio e interessante, per fornire una base solida di conoscenze che consentisse di proseguire nella ricerca della propria strada del tè.
Quando ho trovato gli attuali spazi e nel giugno 2013 ho spostato il negozio, riuscendo finalmente ad aprire la sala da tè, ho avuto l’occasione di poter ampliare la proposta di incontri avendo un luogo in cui poter ospitare le persone.
Le richieste dipendono dalla tipologia di clienti e da quello che già conoscono: se da una parte molti stanno muovendo i primi passi alla scoperta del mondo del tè, altri hanno già solide basi e hanno voglia di assaggiare tè sempre nuovi che possano stupirli.

Personalmente fin dall’inizio sono stata intrigata dall’abbinamento tè e cibo e ogni volta che ho avuto la possibilità di lavorare insieme a qualche chef interessato al tè come ingrediente per i suoi piatti o anche solo in accompagnamento ho collaborato per proporre degustazioni e cene.

Un abbinamento che mi piace molto e che negli anni ho riproposto con prodotti sempre diversi è tè con formaggio: il tè pulisce la bocca dalla parte grassa o sapida del formaggio e si apprezza ancora di più il formaggio senza perdere il carattere del tè (sempre se si è riusciti a trovare l’abbinamento giusto).

  • 7 Dopo quanto accaduto nel 2020 questa domanda è d’obbligo: vendita diretta o vendita online? Perché?

Abbiamo implementato la vendita online nel 2017 anche se inizialmente ero abbastanza scettica perché ho sempre pensato che non è facile trasferire nella descrizione di un tè tutte le informazioni che puoi dare quando hai un cliente davanti, quando ti rendi conto di cosa il cliente conosce o desidera e puoi personalizzare la risposta per fargli apprezzare le caratteristiche del tè che gli stai proponendo.

Sono stati proprio alcuni clienti che non abitano a Milano che mi hanno fatto riflettere sul fatto che per acquistare buon tè, in assenza di negozi specializzati nelle vicinanze, potevano solo effettuare acquisti online.

Sicuramente avere avuto nel 2020 il sito già operativo con le vendite online ci ha consentito sia di mantenere clienti che già ci conoscevano che di acquisirne qualcuno nuovo.

Alla fine direi che vendita diretta e online sono complementari.

  • 8 Domanda che mi sono sentito spesso fare e che, confesso, rivolgo a voi con un pizzico di malizia in quanto mi ha spesso messo in difficoltà. Tè preferito?

Anche a me rivolgono spesso questa domanda, e la risposta è la seguente: sono fortunata perché ho molti tè a cui attingere in diversi momenti della giornata e in periodi differenti dell’anno!
Talvolta il tè preferito è l’ultimo che ho assaggiato e che mi ha conquistata perché diverso da altri assaggiati precedentemente.
Se proprio devo fare una scelta personale direi che i tè verdi e gli oolong rientrano sicuramente tra i miei preferiti, insieme agli hong-cha cinesi e ai tè nepalesi che raramente mi hanno delusa.

  • 9 La mia passione anche per i libri ed il cacao non è un mistero ma, se i primi sono da sempre un ottimo connubio con il tè, lo stesso non si può dire del secondo. Avete mai proposto abbinamenti tra tè e cioccolato oppure, come spesso osservo, ritenete che sia un cibo troppo “aggressivo” per potere valorizzare la “bevanda ambrata”?

Vi sono dei tè – i primi che mi vengono in mente sono alcuni hong-cha cinesi ma anche qualche oolong, qualche Assam e qualche giapponese tostato e affumicato – che si abbinano benissimo al cioccolato. Normalmente preferiamo associare cioccolati puri (al massimo con nocciole) a tè puri.
Nel 2014 abbiamo organizzato una degustazione di tè e cioccolati di marche diverse (ricordo che avevo scelto Amedei Porcelana, una tavoletta Domori, una Venchi .. poi la memoria mi abbandona!). Il titolo era “Tè e cioccolato .. tè al cioccolato .. cioccolato al tè”

Nel 2016 abbiamo abbinato i tè a diversi tipi di tavolette di Guido Castagna:

 

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