Summer 2020 organic Oriental Beauty: un impasto diverso!

Identikit

Tipologia: Oolong ad ossidazione medio-alta e tostatura leggera in forno.
Produttore: Taiwan Tea Crafts
Raccolto: a mano, Giugno 2020.
Provenienza: Zhushan-Nantou-Taiwan-600m.
Cultivar: Qing Xing.
Infusione: orientale con gaiwan; 85°C; 60ml; 2,6g; 15+5s; 6 infusioni.
Aromi principali: pesche, albicocche, miele, frollini, pasticceria, brioche.
Sapore: delicatamente dolce, con un accenno minimale di acidità ed un intrigante pizzico umami.



Beviamoci su!

Addentiamo subito questo tè che ha tutta l’aria di un pasticcino perché, nonostante uno spiazzamento iniziale ed un’intensità d’apertura debole, alla fine saprà mostrarci… di che pasta è fatto!
Le varie infusioni, che spaziano dal giallo pastello al lionato avendo quale espressione intermedia l’ambrato, spifferano le principali caratteristiche aromatiche delle foglie, generando una scia tentatrice di miele millefiori, osmanto e frollini, probabilmente tratteggiati dalla seppure leggera tostatura.
Sin da subito prende vita una struttura avvolgente e mielosa nonché un corpo di tutto rispetto, dalla piacevole densità, mentre compare l’astringenza che però, appena percettibile, scemerà bene presto.
L’intensità, invece, lascia ai primi sorsi l’amaro in bocca: sciroppo d’agave, albicocche, miele ed inconsueti rimandi al bulgur od alla torta di riso denotano una notevole complessità la quale, tuttavia, si presenta spenta, sottotono, poco marcata.
Curioso, invece, come a partire dalla quinta infusione si dipani una dolcezza più evidente, seguita da una repentina e maggiore presenza aromatica che rivela piacevoli richiami di miele millefiori, di cacao e di caffè a scapito – come del resto era prevedibile – della complessità stessa.

Pesche sciroppate ed albicocche, presenti nella fragranza dell’infuso a termine sessione, ripercorrono gli standard aromatici tipici degli Oriental Beauty che si ripropongono anche odorando le foglie iniziali. Tuttavia, è importante una sfilata d’odori inaspettati, tra cui crumble, croccante alle amarene, chufacon una lieve nota di tostatura, cicoria tostata ed una dolcezza vegetale che non saprei definire se non paragonandola alla confettura di cipolle.
Mentre le foglie, ancora un poco arrotolate e raccolte in germogli che conservano la gemma così come le due attaccature sottostanti, ci sollazzano con il loro luccichio bronzeo tendente al cacao, dalla tazza prosciugata ci giungono richiami a loro volta inaspettati i quali, come una bizzarria carnevalesca, riportano ai tortelli dolci fritti, allo zucchero di canna, ai sugar cookies (o, per usare un termine commerciale a noi più noto, ai Pavesini) ed in ultimo, con un colpo di coda, alla polpa di kiwi.

Del resto, totalmente regolare non era neppure il secco di partenza, impreziosito dall’umami olfattivo quasi aleatorio ed un’inclinazione all’acqua di rose. I tratti biscottati, distintivi di questo Oriental Beauty che deve la propria singolarità con ogni evenienza alla lieve tostatura e – specie – al terroir non tradizionale, si sono poi rivelati anche in partenza quando le foglie intere e leggermente arrotolate, tanto da presentare qualche elemento dispiegato nella sua forma originaria, hanno baciato la ceramica rinvigorita dall’abbraccio dell’acqua calda di risciacquo.
Le gemme colore grano e le stesse foglie, tra il nero di seppia ed il nero scarabeo, hanno fatto vibrare dai loro colori aromi di fette biscottate e nuovamente, quasi a chiudere un cerchio armonioso che abbiamo percorso in senso antiorario, tortelli fritti di carnevale, con un caldo e goloso ripieno di confettura d’albicocche, cuore ed essenza dello stesso Oriental Beauty

Omar

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