Sencha rosa: fiori in riva al mare

Identikit

Tipologia: sencha profumato.
Raccolto: 2020.
Provenienza: N.S.
Infusione: alla maniera giapponese; 100ml; 2g; 70°C-60s, 70°C-25s, 80°C-40s; 3 infusioni.
Aromi principali: rose, acqua piovana, tarassaco, erba Luigia, tea tree.
Sapore: delicato e bilanciato tra dolce, umami e salato, con una sottile amarezza terminale.

Beviamoci su!

Corrono i giorni del festival di Sanremo, celebre per i suoi fiori; la primavera è alle porte ed il clima torna più mite; i primi timidi boccioli già si aprono… e dunque perché non lasciarsi trasportare dagli eventi, coccolarsi con un tè floreale? Già che ci siamo, per quale ragione non abbandonarsi al profumo delle rose ed alle melodie che le hanno celebrate, da Rose rosse (Massimo Ranieri) alla più recente Ti regalerò una rosa (Simone Cristicchi), intonata proprio in occasione di Sanremo nel 2007?

“Sencha rosa” è un tè che porta il tocco inconfondibile e personale di CHÁ CAMÉLIA, di una temeraria ed innovativa coppia di portoghesi che hanno voluto rispolverare il culto della nostra amata bevanda in Europa, fondando una piantagione di successo. Sebbene in questo caso le foglie non siano prodotte direttamente dai rivenditori stessi, il prodotto si fregia di petali di rosa provenienti proprio dai fiori presenti nel giardino di Fornelo, raccolti ed essiccati per poi essere miscelati al tè dai proprietari stessi.
Per coloro che non dovessero già conoscere CHÁ CAMÉLIA, lascio una facile via d’accesso all’intervista che ho avuto l’onore di potere ottenere da Nina (co-fondatrice) facilmente reperibile cliccando qui.

Sentite questo profumo? Dosare le foglie secche è come affondare il viso in un calice di rosa appena sbocciato tanto l’aroma è inebriante, posarle nella teiera ben riscaldata come muovere i primi passi in un giardino di pioppi pervaso dall’acquoso odore delle foglie imperlate di rugiada, una nota conferita dal tè stesso che non viene affatto soverchiato dalla profumazione aggiunta ma, al contrario, si sposa bene con questa. Aprendo gli occhi, alla consueta e brillante colorazione verde asparago si accostano, come virgole bene dosate di un racconto, i petali tra il rosa antico ed il malva, distesi s’un prato fatto di fili d’erba ad aghi di pino, non interi ma di pezzatura uniforme.

Procediamo con l’infusione, e l’idea di rugiada con cui eravamo stati accolti si trasforma presto in un ricordo olfattivo di pioggia, mentre estraiamo ulteriori aromi d’acqua di rose e tea tree, con quella velata nota marina caratteristica dei tè giapponesi.
Limpido nella prima infusione, poi sempre più torbido, otteniamo un liquore dalla costante colorazione giallo tenue, a somiglianza dell’olio di girasole, con un corpo abbastanza sostenuto all’inizio ma che saprà farsi apprezzare ulteriormente in seguito, pagando il prezzo di una contenuta ma allo stesso tempo crescente astringenza.

Notiamo sin da subito una nota umami non troppo accentuata, che lascia spazio ad un sentore erbaceo di spinaci e tarassaco accompagnato da un coro delicato di rosa il quale, con la sua raffinatezza, lascia libera espressione alle foglie.
Godendo di una struttura morbida, rotonda, piena così come scorrevole scivoliamo attraverso le infusioni successive in cui, a fronte di una lieve amarezza, saremo rinfrescati dall’aroma gentilmente agrumato dell’erba Luigia che lascerà il posto, nell’ultima e corposa infusione, ad una coda decisamente più marina, tra salicornia ed alghe wakame, sempre cullata dalla marea di rose.

Epilogo ed armonico prosieguo della degustazione è il profumo delle foglie esauste, anch’esso salino ed affine alle alghe, con la traccia costante delle rose ed un lieve pizzicore speziato, di pepe di Sichuan: un profilo aromatico che si completa grazie a quello che permea la tazza ormai vuota, che conclude l’esperienza con rinnovati sentori di tea tree ed una fragranza insolita che ricorda il latte detergente.

Costante così come l’aroma di rose è la tinta che il tè assume al termine della sessione, nuovamente verde asparago, reso nondimeno meno monotono dalla variazione cromatica dei petali, ora d’un fucsia che sfuma verso un bianco sorprendentemente candido, stingendosi delicatamente ed in maniera aggraziata come il ritiro d’un attore o d’un cantate al termine dell’esibizione, dopo avere accolto la persistenza degli applausi per qualche minuto…

Omar.

1 commento su “Sencha rosa: fiori in riva al mare”

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