Moonlight Pavillon Pure Bud Bi Luo Chun White Tea: il calore del Nord

Identikit

Tipologia: tè bianco.
Raccolto: Marzo 2019.
Provenienza: Zhenyuan-Simao-Yunnan-Cina.
Cultivar: incrocio tra Bi Luo Chun e varietà a foglia larga dello Yunnan.
Infusione: orientale con gaiwan; 70ml; 90°C; 3,8g, 25+5s; 6 infusioni.
Aromi principali: sughero, pane, legno, ginepro, pere.
Sapore: dolce, amaro e lievemente acido.

Beviamoci su!

Scoperchiare la lattina di questo tè è stato come aprire un regalo di natale.
Ridefinite dalla luce soffusa ed un po’ retrò della mia lampada da scrivania, uno sciame di raffinate ciglia tra il beige ed il grigio topo, come ciuffi di cincillà, hanno cominciato ad aleggiare nell’aria frizzantina di Novembre, somigliando ad una soffice neve che, a poco a poco, si è riposata sulle foglie secche, riportando ad esse la mia attenzione.
Mentre i tricomi si posavano leggiadri, un aroma altrettanto delicato di uva bianca e cotone risaliva dal tè in attesa dell’infusione, districandosi tra aghi arrotolati, minuti ed intatti di un pagliaio tra il castano ed il più diffuso verde carciofo.

Come rincuorate dall’abbraccio caldo della teiera, le foglie hanno mutato la loro fragranza in tiepidi ricordi di sughero e pancarré, trasformatisi in aromi più fruttati e speziati dopo la lunga sauna delle infusioni, ricordando ora la papaya e la confettura di frutti di bosco, ora il farro cotto, il coriandolo od il pepe di Sichuan.
Completamente rilassate, le foglie hanno riconfermato l’abbondante presenza di gemme, sfilando in un monocromatico giallo oliva sotto ai miei occhi, che ancora sognavano l’iniziale tormenta di neve.
Tra l’atmosfera invernale d’apertura ed il terminale calore dispensato da frutta e spezie, il liquore ha saputo ricreare l’aria accogliente di casa, disegnando il panorama di un rifugio sperduto in una foresta nordica.

Dalla tenue colorazione che accarezzava le sfumature del camoscio e gli scottanti riflessi della sabbia a mezzogiorno, l’infuso sgranava un odore casereccio di pangrattato e crackers, con qualche accenno ai fiori di zucca mentre, già dal primo sorso, ha saputo esibirsi nella propria raffinatezza, delicatezza ed eleganza, in un gusto equilibrato tra i legnosi sentori del sughero o del cotone e gli accenni rotondi delle arachidi non tostate o delle fave fresche, con quel misto di lieve acidità ed impercettibile amarezza che non risultava affatto fastidioso o monotono.
Con una scarsa densità al palato ed un’estrema fluidità, il liquore ha fatto della morigeratezza il suo punto di forza, srotolandosi in una lenta e gradevole evoluzione, mai aggressiva, che ha toccato l’aroma di pere e miele d’acacia per poi, infine, adagiarsi su un letto di muschio e ginepro, senza mai perdere la propria soave intensità, scivolando solamente in una leggera astringenza a partire dalla terza tazza.

Pasta sfoglia salata, burro e salatini strabordano dalla ceramica ancora un poco temprata dal liquore che, come lo spirito di una baita norvegese, continuava il suo percorso riscaldando le mie viscere, mentre la mente fantasticava tra i boschi dai rami intirizziti dal vento del Nord…

Omar.

1 commento su “Moonlight Pavillon Pure Bud Bi Luo Chun White Tea: il calore del Nord”

  1. Pingback: Aua: la tradizione della sopravvivenza – Vagamentè

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email