2018 Spring Iceland Ancient Tree Raw Puerh: “succhino”?!

Identikit

Tipologia: tè scuro sheng.
Raccolto: primavera 2018.
Provenienza: Mengyou e Xueshan-Fengqing-Lincang-Yunnan-Cina-1400m.
Cultivar: varietà dello Yunnan a foglia larga tra i 100 ed i 300 anni.
Infusione: orientale con gaiwan; 60ml; 95°C; 3,8g; risciacquo iniziale di 5s; 15+5s; 7 infusioni.
Aromi principali: pere, frutta cotta, uvetta, spezie.
Sapore: dolce, leggermente amaro e minerale.

Premessa

Questo tè presenta una particolare amarezza che, contrariamente a quanto si possa pensare, non lo rende poco piacevole, bensì lo impreziosisce e nobilita attraverso quello che i cinesi chiamano hui gan.
Si tratta di un effetto rinfrescante che si ottiene proprio a causa della stuzzicante acredine, nel caso in questione particolarmente evidente.
Se siete curiosi di sperimentare tale fenomeno, dunque, non posso che consigliarvi questo tè o, diversamente, un prodotto con un profilo aromatico dolce, in modo tale da discernere con maggiore facilità il singolare sentore amaricante il quale, d’altro canto, è conferito anche dal potente qi dei secolari alberi-madre.

Beviamoci su!

L’energia ch’emana il liquore arancione corallo di queste foglie sembra oscillare all’unisono con l’ultime foglie superstiti sui rami scheletriti di fine autunno, bruciando come d’incenso un intenso fumo d’uva bianca e ribes con qualche accenno di cavolfiori che, voluminosi e vaporosi, in questo periodo prendono sempre più ad infiocchettare i campi con il loro candore.
I primi sorsi, con i ricordi d’uvetta e vaniglia che arricchiscono gl’impasti dei dolci nella stagione fredda, riescono a rincuorare con una struttura vellutata ed una calda, tenace persistenza raffinata e zuccherina, di miele millefiori e noci di macadamia.
Rapidamente, di tazza in tazza, i sentori mutano, virando verso una tentazione speziata di coriandolo e fieno greco accompagnata da frutta disidratata quali prugne ed uvetta sultanina ma, mentre s’accende una finissima amarezza dall’effetto piacevolmente rinfrescante ed in equilibrato contrasto con gli aromi carezzevoli che impregnano l’assaggio, s’attizza una fruttata dolcezza dalla vena affettuosamente malinconica.
Pere e pesche mature s’intersecano con sciroppo e zucchero semolato condensandosi nell’immagine degli omonimi succhi di frutta, resi però più interessanti e maturi dalla guizzante salinità e dalle note di malto e legni aromatici che segnano le ultime gocce prima della chiusura.

Spremute fino all’ultima stilla di nettare, le foglie, sfumate d’un verde oliva chiaro con tendenze al giallo pastello ed al beige, continuano a profumare l’aria di pere al forno e prugne cotte, attorniando la tazza vuota, ancora memore di caramello e zucchero semolato.

L’iniziale bicromia tra il verde lichene ed il marrone ocra anticipa, in un certo senso, il contrasto dolce-amaro che rende questo tè gradevole come la memoria delle merende scolastiche trascorse a dissetarsi con i famigerati “succhini di frutta” che, penso, abbiano segnato numerose generazioni dagli anni ’60 a venire, divenendo un punto fisso nella memoria di molti.
Proprio come lavorate dalle delicate mani d’un bambino, le foglie secche si presentano grossolanamente arrotolate ed un poco ricurve, sprigionando un aroma chiaro e distinto, accattivante, dal semplice profumo del fogliame autunnale e l’accenno di mirtilli o bacche di goji sino alla cremosità d’anacardi.

Dalla mineralità forse non così marcata come ci si aspetterebbe dalle premesse d’origine, queste foglie riescono ugualmente a riscattarsi ed esprimere la loro preziosità tramite l’intrigante nota salina nonché lo hui gan che permea buona parte dell’esperienza gustativa, rendendolo un tè dalle memorie infantili ma perfettamente apprezzabile dagli adulti.
E, in fondo, il corpo acquoso non viene forse riempito dall’intensa sensazione di succo di frutta, dalla potenza dei ricordi, facendoci riscoprire il piacere di giocare con la fantasia?

Omar.

1 commento su “2018 Spring Iceland Ancient Tree Raw Puerh: “succhino”?!”

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