2017 Gu Ming Xiang Gua Feng Zhai Village Huang Pian Raw Puerh Brick: carta ed inchiostro

Identikit

Tipologia: Sheng Puerh (Raw Puerh).
Raccolto: primavera 2017.
Provenienza: Gua Feng Zhai- Yi shan-Cina.
Infusione: orientale con gaiwan; 50ml; 2,5g; 95°C; 7s di risciacquo; 10+5s; 11 infusioni.
Aromi principali: carne essiccata, inchiostro, sughero, pergamena, pepe bianco, coriandolo, susine, agrumi.
Sapore: delicatamente dolce, con pacate note minerali ed amaricanti nonché saline.

Beviamoci su!

Se, oltre ad essere avidi lettori di libri, giornali, riviste e qualsivoglia tipologia di scritto, come me, non sapete rinunciare alla carta ed amate affondare le narici tra le pagine e le righe scritte per ritrovare quell’amato profumo d’inchiostro e carta fresca di stampa, allora questo Puerh potrebbe fare per voi, sebbene risulti ad una valutazione oggettiva risentire di una scarsa intensità aromatica, anche dopo diversi tentativi d’infusione, aumentando talvolta il quantitativo di foglie, talvolta la temperatura dell’acqua.
Non per quanto detto, però, si tratta di un prodotto che non valga la pena di essere preso in considerazione: ogni storia, per quanto possa essere scritta bene o male, lascia un segno, ed offre l’occasione d’imparare qualcosa di nuovo, sia pure per esperienza negativa!
Stavolta, trattandosi di un tè compresso, armiamoci di pazienza ed apposito punteruolo per aprire un nuovo libro e… sfogliarne le pagine!

Al netto delle sessioni avute con questo tè, posso senz’altro affermare che possiede un aspetto “tattile” delicato quanto interessante. Dalla struttura scorrevole e setosa, proprio come le pagine di un libro, esso si presenta nelle prime infusioni con breve persistenza e corpo alquanto fluido per poi rinforzare la densità e la durata aromatica, come l’accumularsi dei capitoli letti nel prosieguo d’un romanzo. L’astringenza, invece, è minima, presente soltanto a mano a mano che ci si avvicina al finale.

L’incipit della degustazione vede protagonista una leggera salinità, bene assecondata da richiami aromatici al pepe bianco, alle alghe kombu, al sughero, ai fagioli borlotti ed a ricordi di carne macinata oppure insaccati come il salame Milano (o Crespone).
Proseguendo, rimane costante la nota di legumi che, personalmente, ho continuato ad associare ad una varietà specifica, i fagioli Stregoni del Piemonte, ma emerge chiaramente una nota di… inchiostro! Beninteso, non risulta fastidiosa e, per questo, non la denoterei come aspetto negativo tanto quanto, invece, quale tratto distintivo nonché motivo d’interesse.
Note ampiamente speziate ed agrumate, di fieno greco, coriandolo, genziana, chinotto ed arance rosse emergono poi in conclusione, ma non viene meno la consueta firma di fagioli ed inchiostro, arricchita da una lieve e piacevole amaricanza!

Ad un manoscritto medievale conduce invece l’idea che scaturisce dalla profumazione delle foglie esauste, dalla caratteristica fragranza di pergamena, muschio fresco e pomice, con inclinazioni alle susine ed alla marmellata.
Decisamente più fruttata, a precedere, è l’aria che si sprigiona dal tè ancora vergine, che si distingue con aromi di mele disidratate e mosto d’uva, in rima con assonanze alcoliche che echeggiano il rum oppure il whiskey.
In una perfetta concatenazione aromatica, poi, ritroviamo note d’uva anche nelle esalazioni del liquore rosa pesca, le quali anticipano già parte dell’esperienza gustativa affiancandosi a ricordi di carne sotto sale e, vagamente, brodo di pesce.

Estremamente compatte e, per certi versi, ostiche da separare, sono le foglie secche dalla colorazione grigio ardesia chiazzata di aree castano intenso. Emerge, di tanto in tanto, come la filigrana di una copertina miniata, la peluria grigio perla di qualche gemma.
Al termine della “lettura” di questo tè, permangono le tinte marroni nelle sfumature colore creta che steli e venature conferiscono alle foglie esauste, non intere ma con qualche elemento ancora integro che indica dimensioni importanti che rifulgono di un più ampio e caratteristico verde oliva.

Si tratta, in definitiva, di un tè decisamente atipico per il genere, magari con qualche difetto ma tutto sommato gradevole, con il pregio di tollerare parametri d’infusione piuttosto variabili e, ovviamente, potere invecchiare riserbando certamente sorprese per il futuro, date le premesse allettanti.
Questa è la storia che ho deciso di leggervi per questa volta… voi cosa state leggendo?

Omar

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