2013 Menghai Menglok Shan Wild Arbor Shu Puerh: Scherzetto… dolcetto!

Identikit

Tipologia: tè scuro shu (cotto).
Raccolto: primavera 2013.
Provenienza: Meng lok Shan-Menghai-Yunnan-Cina-1800m.
Infusione: orientale con gaiwan; 40ml; 95°C; 2,8g; risciacquo di 5s; 15+5s; 10 infusioni.
Aromi principali: terra, affumicatura, carne, formaggi, arachidi, caramello.
Sapore: dolce, salato e minerale.

Beviamoci su!

Penso che questo tè scuro “cotto” fosse al limite del suo invecchiamento, in bilico sul confine che segna il raggiungimento della massima evoluzione aromatica ed il decadimento della stessa… per fortuna, si trattava del primo caso!
Certamente, da un ripe Puerh non possiamo aspettarci un’articolazione ed una complessità pari alla sua controparte raw, specie se ottimamente “stagionata”, ma questo non significa che non possa risultare piacevole e curioso!

Ad un primo sguardo, le foglie di questo tè sono subito apparse molto pressate tra loro, tanto da rendere visibile la grana della tela che le ha avvolte, ancora impressa sulla superficie esterna.
Tra le mani, mi sono ritrovato un panetto piuttosto arduo da sbriciolare, tendente a separarsi in piccole lastre longitudinali in maniera del tutto simile all’ardesia, della quale riprendevano anche il colore, impreziosite però dalla buona presenza di gemme dalle sfumature arancio ramato.
Mentre maneggiavo la scheggia di foglie e gemme, svaporava il classico aroma di uno shu Puerh, rievocando la muffa, i funghi e la terra bagnata, sentori esacerbati dal contatto con la calda porcellana della teiera intiepidita.

Dopo un breve ma necessario risciacquo, nel tentativo di risvegliare un poco le foglie in parte ancora pressate, la prima tazza ha donato un liquore dalle tonalità dello sciroppo d’acero, con una profumazione marcatamente salina, a guisa dei capperi sotto sale o della carne essiccata, il tutto contornato da richiami affumicati.

Com’era prevedibile, l’infusione iniziale è risultata piuttosto debole, con un corpo mediamente denso ed una struttura molto fluida, accompagnata soltanto da un indistinto sapore dolce-salato.
Già dalla seconda tazza, d’un intenso colore malto d’orzo, nondimeno, questo tè ha saputo riscattarsi, cominciando a rilasciare una mineralità distinta unitamente a ricordi di affumicatura ed insaccati.
D’altro canto, è a partire dalle successive infusioni che si è espressa la potenza della stagionatura effettuata, con il progressivo emergere di sentori vieppiù zuccherini di sciroppo d’acero ed infine caramello salato, accompagnati da un sottofondo dapprima legnoso, in seguito di formaggi a pasta molle e, infine, di arachidi tostate, le quali hanno dominato gli ultimi sorsi.

Le foglie esauste, poi, hanno saputo sorprendermi con fragranze del tutto dissimili da quelle sprigionate sinora, assolutamente affini all’ambito caseario. Richiami di ricotta, fiocchi di latte e cagliata, i quali sono stati bene accompagnati dall’impressione di funghi cresciuta nel fondo della tazza ormai svuotata.  

Sebbene non sia propriamente un cultore di questa categoria di tè, ammetto di essere stato piacevolmente giocato dalla sua apparente ordinarietà. Ogni cosa, all’inizio, reindirizzava queste foglie ad un tè scuro “standard” mentre, nel corso della degustazione, ha saputo giocarmi un dolce scherzetto, sebbene Halloween sia da poco passato! E voi, siete mai stati “presi in giro” da un tè?!

Omar.

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1 commento su “2013 Menghai Menglok Shan Wild Arbor Shu Puerh: Scherzetto… dolcetto!”

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